Investimento con la Banca FALLIMENTARE: 9 Anni di Gestione Patrimoniale DISASTROSA

Il caso: 9 anni senza guadagni

Può sembrare impossibile, ma è realtà: investire per 9 anni e non guadagnare nulla.

Giuliano ha affidato nel 2015 alla sua banca una somma di 100.000 euro in gestione patrimoniale, seguendo il consiglio del suo referente di fiducia.

Dopo 9 anni, nel 2024, chiude la gestione e si ritrova con 99.518 euro, meno di quanto aveva inizialmente investito.

Non solo: ha anche dovuto pagare delle tasse su minusvalenze teoriche.

Il bilancio? 500 euro persi, almeno 25.000 euro potenzialmente non guadagnati e il peso dell’inflazione che in 9 anni ha eroso il valore reale del capitale.

Questa è la storia di Giuliano che, purtroppo, non è solo la sua ma quello che capita anche ad altri investitori.

Le responsabilità dell’investitore

Come ti dicevo, la vicenda di Giuliano non è isolata.

Troppi risparmiatori si affidano ciecamente alle banche dicendo frasi come “non voglio rischi”, “fate voi”, “non voglio pensieri”.

Ma investire senza rischio reale è un’illusione: la sicurezza ha un prezzo, e quel prezzo sono i mancati rendimenti.

Se il tuo orizzonte temporale è lungo (9 anni lo sono), e chiedi sicurezza assoluta, l’unica opzione che ti verrà proposta sarà una gestione iper prudente, con una forte componente obbligazionaria.

E negli ultimi dieci anni, le obbligazioni hanno reso pochissimo.

Ecco quindi spiegati i pochi rendimenti e di conseguenza la gestione patrimoniale andata male.

Il nodo dei costi nascosti

Oltre ai mancati rendimenti, Giuliano ha visto il suo capitale eroso dalle commissioni.

Una gestione patrimoniale tradizionale costa mediamente il 3% all’anno.

Significa che su 100.000 euro, ogni anno se ne vanno circa 3.000 euro in costi. In 9 anni parliamo di circa 27.000 euro.

Ecco dove sono finiti i soldi di Giuliano…

C’è un documento, previsto dalla normativa europea, che ogni banca è obbligata a fornire: entro il 30 aprile di ogni anno, il cliente deve ricevere un riepilogo dettagliato dei costi e delle performance della sua gestione patrimoniale.

Quel documento, se consultato, avrebbe potuto aprire gli occhi a Giuliano molto prima.

L’effetto fiscale che azzera i rendimenti

In una gestione patrimoniale, a differenza di un investimento autonomo, le tasse non si pagano al momento del realizzo ma annualmente sul maturato, anche se la plusvalenza non è stata incassata.

Pagare le tasse su rendimenti non realizzati significa tagliare ulteriormente il capitale investito e ridurre drasticamente le possibilità di farlo crescere nel tempo.

Quella di Giuliano certamente non è una bella storia, è soltanto il risultato di una gestione inefficiente, costosa e mal calibrata rispetto all’orizzonte temporale e agli obiettivi dell’investitore.

Il suo esempio deve far riflettere: ogni volta che qualcuno vi propone una gestione patrimoniale, ricordatevi che i costi eccessivi e la mancanza di consapevolezza possono trasformare anche un investimento benintenzionato in un fallimento.

A tal proposito ci tengo a farti leggere altre risorse che potrebbero esserti molto utili per capire meglio come funzionano le gestioni patrimoniali:

Buon proseguimento su Affari Miei!


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Imprenditore e Investitore - Co-fondatore di Affari Miei
Ha fondato Affari Miei nel 2014. Dopo la laurea in Giurisprudenza, ha approfondito la sua storica passione per l'economia e la finanza conseguendo un Master Executive in Consulenza Finanziaria Indipendente. É autore dei libri "Vivere di Rendita - Raggiungi l'Obiettivo con il Metodo RGGI" (2019) e "Investimenti Sicuri - Come Proteggere il Tuo Patrimonio e Vivere di Rendita" (2023).
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