Come Investire 30.000 Euro in Posta: Guida Completa alle Soluzioni di Poste Italiane

Hai a disposizione una discreta somma e stai valutando come investire 30.000 euro in posta?

Se ti stai domandando se può avere senso prendere i tuoi soldi e investire in Poste Italiane allora sappi che non sei l’unico: ogni anno milioni di italiani scelgono Poste per far fruttare i propri risparmi, attratti dalla reputazione di solidità dell’istituto e dalla vasta gamma di strumenti offerti.

In questo articolo analizzeremo i principali strumenti con cui puoi investire i tuoi 30.000 euro attraverso il canale postale, con tutti i loro vantaggi e i loro svantaggi, per cercare di fornirti una panoramica approfondita sull’investimento.

Ora però cominciamo!

Poste Italiane: una panoramica

Primi di addentrarci nelle varie soluzioni proposte tra cui puoi scegliere ci tengo a presentarti l’istituto di cui stiamo parlando, anche se non credo abbia bisogno di grandi presentazioni.

Poste Italiane è molto più di un semplice operatore postale.

È una società con una partecipazione statale significativa e strettamente legata alla Cassa Depositi e Prestiti, che utilizza il risparmio raccolto tramite i Buoni e i Libretti per finanziare progetti pubblici. Questo legame contribuisce alla percezione di sicurezza e affidabilità che la maggior parte degli italiani ha nei confronti di Poste.

Negli ultimi vent’anni ha ampliato enormemente la sua offerta, trasformandosi in un gruppo attivo nei settori bancario, assicurativo e della gestione del risparmio.

Attraverso BancoPosta, Poste offre servizi di conto corrente, strumenti di pagamento, obbligazioni e fondi comuni. Inoltre, in collaborazione con CDP (Cassa Depositi e Prestiti), distribuisce Buoni Fruttiferi Postali e Libretti di Risparmio.

La percezione diffusa è quella di un intermediario “sicuro”, legato allo Stato, e per questo molte persone la considerano un punto di riferimento, soprattutto per chi ha un profilo prudente e vuole evitare i mercati troppo volatili.

Poste inoltre spesso è il nostro “battesimo” verso gli investimenti, perché sfido chiunque a non aver ricevuto per esempio un buono postale dai nonni in tenera età 🙂

Ma attenzione: sicuro non vuol dire automaticamente conveniente.

Vediamo quindi come investire 30.000€ in Poste, valutando con lucidità ogni alternativa.

Opzione 1: Buoni Fruttiferi Postali (BFP)

I Buoni Fruttiferi Postali sono tra gli strumenti più conosciuti e amati dagli italiani, anche perché sono garantiti dallo Stato e hanno una tassazione agevolata del 12,50%.

Esistono diverse tipologie di buoni:

  • BFP 4 anni Plus: con una durata di 4 anni e un tasso di rendimento predefinito e fisso a scadenza;
  • Buono Rinnova 4 anni: puoi sottoscriverlo soltanto se, a partire del 1 gennaio 2024, hai ottenuto il rimborso di uno o più buoni o supersmart scaduti e ha una durata di 4 anni con un tasso di rendimento predefinito e fisso a scadenza;
  • Buono indicizzato all’inflazione italiana: ha una durata di 10 anni con un tasso di rendimento predefinito e con la possibilità di extra-rendimento variabile legato all’andamento dell’inflazione italiana;
  • BFP 3×4: ha una durata di 12 anni con tassi di rendimento predefiniti e crescenti, riconosciuti dopo il terzo, il sesto e il nono anno;
  • Buono ordinario: ha una durata di 20 anni con tassi di rendimento predefiniti e crescenti, riconosciuti a partire dal primo anno;
  • Buoni dedicati ai minori: si possono acquistare fino ai 16 anni e mezzo del minore e gli interessi maturano fino alla maggiore età;
  • Buono Soluzione Futuro: dedicato ai clienti di età compresa tra i 40 anni e i 54 anni, per ottenere una rendita mensile per 15 anni a partire dai 65 anni di età;
  • Buono 4 anni risparmio semplice: si può acquistare soltanto se si attiva il piano risparmiosemplice e ha una durata di 4 anni;
  • Buono soluzione eredità: questo è un buono particolare in quanto è dedicato solo ai beneficiari di un procedimento successorio concluso in Poste Italiane, e ha una durata di 4 anni.

Questi strumenti offrono rendimenti modesti, ma crescenti nel tempo.

Un vantaggio è che puoi riscattarli in qualsiasi momento, ma è bene sapere che gli interessi maturano solo dopo un certo periodo (di solito 1 o 3 anni).

Per un profilo molto prudente, con un orizzonte temporale medio-lungo, potrebbe essere una soluzione da considerare, anche se oggi i rendimenti netti reali (cioè al netto dell’inflazione) sono spesso molto bassi.


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Opzione 2: Libretti Postali

Il Libretto di Risparmio Postale è un altro classico: si tratta di una specie di conto deposito se vogliamo provare a rapportarlo a un altro strumento molto conosciuto tra gli investitori, con un tasso molto basso (parliamo dello 0,001% lordo), anch’esso garantito dallo Stato.

Esistono anche libretti smart con promozioni a tempo su somme aggiuntive, ma in generale si tratta di uno strumento più adatto alla gestione della liquidità che all’investimento vero e proprio.

Provo a farti un velocissimo esempio per darti un’idea di ciò di cui stiamo parlando: se depositi 30.000 euro su un Libretto Ordinario con un tasso dello 0,001% lordo annuo, ottieni 0,3 centesimi in un anno e se li lasci per 10 anni porti a casa 3 euro…

Credo che tu possa trarre da solo le tue conclusioni.

Anche considerando eventuali promozioni temporanee, il rendimento resta estremamente basso. Senza dubbio depositare tutti i tuoi 30.000 euro qui non è il posto giusto dove far crescere il tuo patrimonio!

Opzione 3: Obbligazioni Bancoposta

Poste Italiane, in collaborazione con grandi gruppi bancari, colloca le obbligazioni Bancoposta. Si tratta di titoli di debito emessi da banche o aziende, con un rendimento fisso o variabile e una durata prefissata.

Questi strumenti non sono garantiti dallo Stato, quindi il capitale è a rischio. Spesso i rendimenti offerti sono leggermente più alti rispetto ai buoni fruttiferi ma comunque non elevatissimi.

Inoltre, le obbligazioni non sono sempre liquide: se hai bisogno dei tuoi soldi prima della scadenza, potresti doverli vendere a un prezzo inferiore a quello iniziale.

Anche in questo caso, bisogna valutare bene il rischio-emittente e confrontare i tassi offerti con quelli di prodotti simili disponibili altrove.

Opzione 4: Fondi Comuni di Investimento

Attraverso Bancoposta, puoi anche sottoscrivere fondi comuni.

Questi fondi possono essere di diverso tipo a seconda della tipologia di investimento che seguono:

  • Obbligazionari;
  • Bilanciati;
  • Azionari;
  • Tematici o flessibili.

Investire 30.000 euro in un fondo significa affidare la gestione del tuo capitale a un team professionale che lo diversifica su decine o centinaia di strumenti.

In teoria, questo può offrire rendimenti superiori nel lungo termine rispetto ai buoni fruttiferi e ai libretti.

Qui trovi una panoramica dettagliata su tutti i fondi comuni d’investimento che trovi disponibili alle Poste.

I rendimenti possono essere senza dubbio più elevati rispetto ai buoni fruttiferi, però bisogna fare attenzione a due elementi:

  1. I costi: molti fondi distribuiti da Poste hanno commissioni molto elevate (anche oltre il 2% all’anno);
  2. I conflitti di interesse: spesso il personale in filiale propone i prodotti che garantiscono maggiori provvigioni, non quelli più adatti al cliente.

Opzione 5: Piani di Accumulo (PAC) in fondi

Sempre con i fondi comuni come protagonisti potresti anche scegliere di investire con un piano di accumulo capitale.

Con Poste è infatti possibile attivare anche un Piano di Accumulo del Capitale (PAC), cioè investire piccole somme mensili (es. 250-500 euro) in uno o più fondi.

Se hai 30.000 euro, potresti decidere di usarli per costruire un PAC su 5-10 anni.

Questa strategia è utile per diluire il rischio di ingresso sui mercati e beneficiare dell’effetto della media dei prezzi (cost averaging).


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Esempi pratici: quanto possono rendere 30.000 euro?

Ora che abbiamo visto tutte le soluzioni tra cui scegliere se ti interessa investire in Poste Italiane non ci resta che provare a fare qualche esempio utile per capire meglio quanto potrebbe rendere questa cifra.

Ovviamente sono soltanto degli esempi puramente illustrativi che ti andrò a fare per rendere più completa la nostra trattazione, non vogliono essere in alcun modo dei suggerimenti e non è detto che i risultati finali siano poi di fatto questi: sono soltanto degli esempi di una possibile situazione che potrebbe verificarsi.

Buono fruttifero postale 3×4

Proviamo a simulare il rendimento di un investimento in questo buono con una durata di 12 anni e un rendimento effettivo lordo del 3,00% annuo se mantenuto a scadenza.

In questo caso se metti 30.000 euro su questo buono, al termine dei 12 anni potresti avere un rendimento netto di 41.176,23 euro (secondo una simulazione fatta direttamente sul sito di Poste Italiane).

Fondo comune di investimento con rendimento medio annuo del 4%

Facciamo ora l’esempio di un investimento scegliendo un fondo comune a gestione attiva, che offre maggiori rendimenti a fronte però di rischi più elevati.

Ipotizziamo che ci sia il 2% di costi annui, quindi il rendimento ipotetico netto annuo potrebbe essere del 2%. In questo caso il capitale finale stimato dopo 10 anni grazie all’interesse composto sarà di circa 36.600 euro.

Opinioni finali: Conviene Investire 30.000€ in Posta?

Come hai visto, le Poste offrono varie soluzioni per investire 30.000 euro.

Alcune di esse, come i buoni fruttiferi postali o i libretti, puntano sulla sicurezza.

Altre, come i fondi o le obbligazioni, offrono potenzialmente più rendimento ma con maggiore rischio e con dei costi più alti.

Se sei una persona prudente e preferisci dormire sonni tranquilli, puoi valutare di metterli su alcuni buoni fruttiferi oppure su un libretto, ma non illuderti di far crescere davvero il tuo capitale così: il rendimento reale è bassissimo!

Se invece vuoi investire in modo più efficiente, puoi guardare oltre le Poste: il mondo degli ETF, ad esempio, offre strumenti a basso costo, ben diversificati e facili da usare anche per chi non è un esperto.

In ogni caso, prima di muovere i tuoi 30.000 euro, ti consiglio di:

  • Definire il tuo obiettivo (stai cercando protezione? Vuoi un rendimento? Vuoi ottenere la crescita del tuo capitale?);
  • Valutare il tuo orizzonte temporale;
  • Considerare la tua tolleranza al rischio.

E ovviamente il mio consiglio principale è quello di formarti e informarti, perché senza formazione finanziaria puoi fare ben poco! Questo perché l’importanza di prendere delle decisioni consapevoli, soprattutto nel campo degli investimenti, è il primo passo per prendersi cura del proprio patrimonio e per investirlo in maniera efficiente.

Prima di salutarti ci tengo a lasciarti alcune risorse con cui cominciare a investire:

Buon proseguimento su Affari Miei!


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Ho creato un breve questionario con cui ti aiuto a capire che tipo di investitore sei. Al termine, ti guiderò verso i contenuti migliori selezionati in base alla tua situazione di partenza:

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Imprenditore e Investitore - Co-fondatore di Affari Miei
Ha fondato Affari Miei nel 2014. Dopo la laurea in Giurisprudenza, ha approfondito la sua storica passione per l'economia e la finanza conseguendo un Master Executive in Consulenza Finanziaria Indipendente. É autore dei libri "Vivere di Rendita - Raggiungi l'Obiettivo con il Metodo RGGI" (2019) e "Investimenti Sicuri - Come Proteggere il Tuo Patrimonio e Vivere di Rendita" (2023).
Categorie: Investimenti

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